22 febbraio, 2006

Etruschi: un trekking per antiche rovine tra “vita e morte”

E’ mistero, quello che si percepisce sentendo parlare anche semplicemente del popolo degli Etruschi. Quando poi si visitano le Vie Cave qualcosa di più concreto ci avvolge inondando le menti di congetture e domande spesso senza risposta.
Etruschi e trekking non hanno molto in comune a prima vista; però una attenta sensibilità rivela quanto questo popolo cultore della terra, quella stessa terra divisa tra bassa Toscana, alto Lazio e Umbria occidentale, abbia avuto intrinseco il culto della natura, la divinazione della Madre Terra, l’arte che ne deriva, dove le Vie Cave sono il legame stesso di quel magnetismo terrestre che conduce alla conoscenza, un nodo spirituale tra la nascita, la vita e la morte. Sono poi i borghi fortificati di Pitigliano e Sorano con le chiese romaniche e le necropoli etrusche di Sovana a rendere questa parte di Maremma luogo sospeso nel tempo oltre che particolare e misterioso, nulla certamente ha da invidiare a luoghi più famosi come Stonehenge o le piramidi in Egitto.
Una miriade di collegamenti, una ragnatela di solchi profondi scavati nel tufo, vie provenienti direttamente da un’insondabile passato, ricoperte di vegetazione spesso nascoste completamente nella terra.
Il perché esatto, gli Etruschi abbiano lavorato per ottenere Vie così imponenti lunghe e profonde, si spiega quindi nella sacralità e nella ricerca del più profondo senso dell’esistenza. Così ancora oggi queste Strade Sacre collegano resti di antichi villaggi e necropoli, le dimore dei vivi a quelle dei morti.
Un itinerario culturale realizzabile nei pressi di Sovana, dove sono almeno sei le necropoli scavate nel tufo, tra le più importanti: la tomba di Ildebranda a poggio Felceto, la tomba del Tifone a poggio Stanziale, Grotta Pola a poggio Prisca e con tanti altri sepolcreti rupestri.
Queste testimonianze da noi concretamente ereditate, a ragione di una civiltà complementare alla nostra, oggi più che mai fondamentale a quella cultura europea le cui radici sarebbero semplicemente ramificate in una miriade di popolazioni Celtiche con usi e costumi più elementari, del “passa parola” e dei “tumuli”; una Europa senza la civiltà degli Etruschi sarebbe dunque stata estremamente più povera ed anacronisticamente più omogenea.

2 Comments:

Anonymous Valeria said...

Io ci sono stata! :-) Sono veramente dei posti particolari, con un'atmosfera ovattata che infonde calma a tutto il corpo.
Mentre camminavo per le Vie Cave mi sentivo piccola piccola, in mezzo a quelle pareti di roccia altissime, che si insinuano per chilometri in passaggi a volte strettissimi! E ovviamente si è creato un microclima molto diverso dal resto della zona, molto umido e con una enorme varietà di piante e profumi. Tra l'altro le mega tombe che si incontrano lungo il cammino aggiungono magia e suspence!
Vi suggerisco un link per farvi un'idea più precisa: http://www.lecittadeltufo.it/
Ci sono tante cose da vedere passeggiando per le Vie Cave, quindi consiglio a chi abbia intenzione di avventurarsi in questo story-trek di documentarsi prima, per non perdere niente di ciò che queste terre offrono.
Tra l'altro consiglio una visita anche ai bellissimi paesi citati da Paolo: Pitigliano, la città del tufo, da vedere infuocata al tramonto, Sorano e Sovana che nel loro piccolo racchiudono un pezzo di storia della nostra terra..
Ah Grazie Paolo, hai proposto un altro bello spunto di discussione :-)

12:31 PM  
Blogger Marco said...

Mi sembra molto interessante e sicuramente approfondirò l'argomento.
Credo anche io che luoighi come quelli descritti abbiamo qualcosa di magico ed approvo chi realizza degli spazi (come i blog) per mettere a conoscenza anche gli altri delle bellezze del nostro paese.

Se vuoi visitare il mio blog l'indirizzo è www.viaggiatoripercaso.blogspot.com

Marco

10:22 AM  

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