14 febbraio, 2006

LE ORIGINI DEL NOSTRO CAMMINARE - prima parte






Era il lontano 1989, quando Isabel una ragazza di New York, all’epoca unita ad un più statico siciliano di nome Salvatore, ci invitarono ad una “passeggiata” sul Monte Morello…….incredibile lei appassionata di trekking, diceva che molte zone della Toscana erano simili al Canada dove aveva vissuto un breve periodo.
Io e Silvia, all’epoca del già citato invito, non avevamo la benché minima idea di quello a cui saremmo andati incontro….credevamo che fosse una passeggiata normale con in più un semplice pic-nic finale allegato; anche il nostro abbigliamento non era proprio il più adatto, io avevo un pesante cappotto bianco e scarpe da ginnastica e Silvia ai piedi enormi anfibi neri. Certo non fu un trekking di otto ore e mille metri di dislivello, ma certamente per noi e soprattutto per me, fu una botta di fatica tremenda. Silvia si fece completamente abbindolare dai sentieri e da Isabel e fini molto presto per riempire i suoi scaffali di guide trekking e cartine 1:25.000, scarponi e zaino. La giornata continuo tra imprecazioni del sottoscritto, ed idee per nuove avventure escursionistiche da parte di Silvia, lei aveva trovato così un modo nuovo per torturarmi in estenuanti trekking chilometrici negli anni che sarebbero trascorsi.

Ci furono altre uscite, una che segnò completamente all’epoca l’imminente tragico destino, fu un’escursione con Isabel e il suo compagno nella zona della Calvana che legò completamente nella mente di Silvia la passione per il trekking e del camminare lungo sentieri. Io d’altro canto, in quel periodo, ero portato molto più che adesso ad accontentarla, ero molto giovane e innamorato……accidenti……le levatacce mattiniere si sprecavano e gli unici momenti liberi erano in qualche bivio mal segnato in qualche sperduto anfratto boschivo dell’Appennino toscano, con in più l’immancabile tremenda angoscia di perdermi ad ogni passo.
Isabel e Salvatore presto si separarono e si persero i contatti con loro, e francamente non sappiamo che fine abbiano fatto, e non avemmo più guide “spirituali”, restammo soli. Silvia con un’immensa montagna di idee di nuovi percosi trekking da fare e io a cercare una montagna di scuse per evitarli.
Soli, camminavamo sempre in piena solitudine, ed è questo che più oggi mi salta alla memoria, forse anche la nostra età, io nel 1990 avevo ventuno anni e figuriamoci se i miei amici e coetanei volevano condividere i loro momenti liberi e di svago in sentieri montani chilometrici e dislivelli estenuanti, magari il tutto condito da levatacce mattutine…. manco per idea! Dunque all’inizio almeno per i primi cinque sei anni, non ho amato per niente il trekking, mi pesava e spesso camminare lo consideravo snervante e inutile….fatica senza senso.
fine prima parte....

2 Comments:

Anonymous Valeria said...

Con questo racconto ci hai fatto sentire tutta la fatica che devi aver provato e affrontato quelle prime volte! Mitico Paolo che hai resistito alla tentazione di mollare (ma forse non hai mai avuto questa tentazione..) :-P E mitica Silvia che con il tuo entusiasmo hai trascinato e coinvolto Paolo fino a farlo diventare il trekker che è oggi! Bellissima l'idea di questo blog, sarà sicuramente un punto di incontro e scambio di idee, per non lasciare al nostro trekking solo una domenica ogni 15gg :-) A presto

10:15 AM  
Anonymous Gianfranco said...

è incredibile quanto una persona possa influenzare e condizionare (in modo positivo) la vita di tante altre! Grazie Isabel e sopratutto grazie a Paolo&Silvia che continuano a contagiare di Trekking tutte le persone che hanno la fortuna di incontrarli.
Un abbraccio Gianfranco

11:31 AM  

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